La regola è sempre quella: patti chiari (e scritti), amicizia lunga

“Ti ho dato dei soldi per pagare altri miei creditori, non puoi tenerli tu, neanche se avevi crediti verso di me! non erano questi i patti!”

Se incarichi qualcuno per lo svolgimento di affari per conto tuo (c.d. mandato), e gli dai dei soldi a tal fine (o comunque lo autorizzi a incassare dei soldi per conto tuo), dovete chiarire bene tra voi se questo soggetto (il c.d. mandatario) può tenerseli o meno per soddisfare un suo credito verso di te.

In un caso recentemente risolto in Tribunale, due mandatari (precisamente, un avvocato e un commercialista) erano stati incaricati da una famiglia di procedere alla vendita di alcuni immobili, e, col prezzo così ricavato, di pagare alcuni “terzi” creditori della famiglia stessa.

Tuttavia, l’avvocato e il commercialista mandatari trattenevano invece buona parte del prezzo incassato, per pagare alcuni propri crediti professionali derivanti da vicende precedenti.

I giudici, in quel caso, hanno dato ragione alla famiglia mandante in quanto il contratto prevedeva espressamente il pagamento anzitutto di “terzi”, quindi soggetti diversi anche dagli stessi due mandatari.

E’ quindi sempre dal complesso degli accordi, dei patti e dei comportamenti concreti dei soggetti coinvolti che si va a ricostruire, volta per volta, anche gli obblighi e i diritti del mandatario verso il mandante.

Scrivere le cose in maniera chiara e precisa risolve già buona parte dei problemi (“patti chiari, amicizia lunga”); per tutto il resto (o se non si scrive niente), contano poi i comportamenti concreti nel tempo e ogni scambio di corrispondenza (inclusi messaggi Whatsapp o e-mail) tra le parti

Come sempre nel diritto, quello che conta è di valutare e preparare bene ogni singolo caso, perché ogni vicenda ha caratteristiche diverse dalle altre.

E’ quindi fondamentale costruire e scrivere bene gli accordi e i patti tra te (il mandante) e l’incaricato (il mandatario). In particolare, bisogna disciplinare bene:

  • se il mandatario ha diritto o meno ad un compenso, e (se si) qual è l’importo di questo compenso, e come e quando verrà pagato;

  • i presupposti e le finalità specifiche del mandato che conferisci, le modalità con cui dev’essere adempiuto, e come vanno gestiti i soldi necessari (e quindi, appunto, anche se il mandatario può o meno trattenere i soldi per soddisfare eventuali suoi altri crediti verso di te).

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Conto corrente cointestato: ma di chi sono i soldi?