Conto corrente cointestato: ma di chi sono i soldi?

Anche se apri un conto corrente cointestato con un altra persona, non è detto che i soldi che ci versi diventino necessariamente e sempre in comproprietà alla pari (50% a testa) tra i due cointestatari.

Bisogna infatti sempre valutare caso per caso.

In linea generale, infatti, l'art. 1298 comma 2 c.c. stabilisce che le parti si presumono uguali tra i due contestatari, ma la stessa norma precisa anche: "se non risulta diversamente".

Questo vuol dire che ciascuno dei due cointestatari può quindi provare quanto ha individualmente versato nel conto corrente, e la sua intenzione di non dividerli con l'altro cointestatario (quindi, in sostanza, di non voler fare una donazione indiretta all'altro), e quindi rimanere proprietario esclusivo di quanto da lui versato

Precisazione: dal punto di vista della banca, in ogni caso, i due cointestatari sono c.d. "creditori in solido", e quindi la banca non è tenuta a distinguere tra le due posizioni, ma può dare i soldi indifferentemente a uno o all'altro. Il tema riguarda insomma soltanto i rapporti interni tra i cointestatari, la banca ne sta fuori

Consigli:

1. se apri un conto corrente cointestato con qualcuno, devi avere quindi ben chiaro in mente qual è il tuo obiettivo: vuoi sostanzialmente donare metà di quei soldi all'altra persona?

• vuoi piuttosto soltanto dargli il potere di gestirli (ossia spenderli e ritirarli), ma alla fine comunque te li deve restituire?

2. in base alla risposta alla domanda sopra, è quindi sempre opportuno lasciare tracce scritte della decisione, firmando dei veri e propri contratti scritti in cui si chiariscono le intenzioni delle parti e come intendono regolarsi nei loro rapporti interni, e poi tener traccia di quanto ciascuno versa nel conto

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La regola è sempre quella: patti chiari (e scritti), amicizia lunga