Sei sicuro di esser coperto dalla tua assicurazione?
Esistono due diversi modelli di contratti di assicurazione, a seconda di quale momento temporale rileva per la loro operatività:
polizze c.d. claims made (“a richiesta fatta”): ti coprono solo se la tua richiesta di indennizzo arriva all’assicurazione all’interno del periodo temporale del contratto (quindi conta il momento della tua richiesta di indennizzo, a prescindere da quando si è verificato il danno);
polizze c.d. loss occurrence (“al verificarsi del danno”): ti coprono se il danno che hai causato è avvenuto all’interno del periodo temporale del contratto (quindi conta il momento del danno, e non della tua successiva richiesta di indennizzo)
Tra i due tipi di polizza prima descritti, quello sicuramente più pericoloso e critico è il modello “claims made”, perché fa dipendere l’indennizzo che l’assicurazione ti darà da un evento e un momento imprevedibili e non controllabili, ossia da quando tu farai la richiesta di indennizzo all’assicurazione (il che ovviamente dipende da quando il danno si manifesta, e da quando tu saprai di averlo causato, circostanze che spesso si manifestano anche tanto tempo in ritardo).
Di solito, una persona assicurata crede infatti di esser coperta dalla polizza se, quando ha causato un danno, il contratto di assicurazione era in corso. Con le polizze claims made, invece, conta piuttosto solo il momento (successivo, a volte anche di tano tempo) in cui tu farai la richiesta di indennizzo.
La giurisprudenza ha già rilevato più volte questi problemi e criticità delle polizze assicurative “claims made”, evidenziando i rischi (spesso esagerati) che addossano agli assicurati.
Dopo varie sentenze, si è arrivati a un orientamento ormai sufficientemente consolidato dei giudici italiani, che hanno precisato che le polizze assicurative “claims made” sono valide solo se comunque mantengono un certo e giusto equilibrio tra le parti (assicuratore e assicurato). I giudici quindi entrano nel merito del contratto e ne valutano l’equità, anche considerando il rapporto tra il premio pagato dall’assicurato e il periodo temporale di copertura dell’assicurazione
In considerazione di quanto abbiamo detto, se un’assicurazione ti propone una polizza, le cose principali (ma non esclusive) da controllare sono:
il rapporto tra il premio (ossia il costo della polizza) che dovrai pagare all’assicurazione e il periodo temporale in cui sarai coperto (tra i due aspetti dev’esserci un certo grado di proporzionalità e ragionevolezza);
se è una polizza “claims made” o “loss occurrence”; nel primo caso, se è prevista (o comunque se si può aggiungere ad un ulteriore costo ragionevole) anche una copertura ulteriore dopo la scadenza della polizza (c.d. garanzia postuma, o ultrattività della polizza), in modo da avere copertura per gli eventi accaduti durante il periodo del contratto ma che scoprirai solo dopo;
e infine, per quanto tempo a ritroso nel passato la polizza ti copre (c.d. retroattività)